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12 Giu Startup: Legge di Bilancio 2019

Nel maxiemendamento del Governo alla Legge di Bilancio 2019 sono presenti diverse misure nella logica di una manutenzione evolutiva della disciplina delle startup innovative e, più in generale, di uno sviluppo dell’ecosistema italiano dell’innovazione.

Vediamole punto per punto:

1. all’Art. 1 comma 5 del maxiemendamento, con riferimento all’estensione del regime forfettario (aliquota del 15% per redditi sino a 65.000€) è stata scongiurata l’esclusione da tale regime di tutti i liberi professionisti che avessero quote anche minimali in Srl (contenuta nelle bozze precedenti del testo). Provvedimento che avrebbe portato un sicuro detrimento degli investimenti da parte dei liberi professionisti nelle startup innovative e problemi nell’attuazione della modalità di collaborazione in forma di “work for equity”;
2. all’Art. 1 c. da 108 a 112 del maxiemendamento aventi ad oggetto “Investimenti in capitale di rischio” sono presenti una serie di norme che favoriscono gli investimenti nelle startup innovative.

Vengono innznaitutto meglio definiti i Fondi di Venture Capital e i Business Angels, in più le principali misure sono:

  • lo stanziamento di 30 milioni di euro per gli anni 2019, 2020 e 2021 e di 5 milioni di euro dal 2022 al 2025 per la costituzione, in capo al Ministero dello Sviluppo Economico, di un Fondo di sostegno al Venture Capital
  • per i Fondi di Previdenza Obbligatoria la possibilità di investire in Fondi di Venture Capital
  • l’obbligo per i PIR (Piani Individuali di Risparmio) di investire il 3,5% delle loro risorse in Fondi di Venture Capital
  • l’obbligo di investire almeno il 15% delle entrate dello Stato derivanti dalla distribuzione di utili d’esercizio o di riserve sotto forma di dividendi delle società partecipate dal MEF, in Fondi di Venture Capital
  • l’aumento delle detrazioni (persone fisiche) e deduzioni fiscali (società) per investimenti nel capitale di rischio delle startup innovative, al 40%;

 

3. inoltre qualora una società (non startup innovativa) acquisisca il 100% di una startup innovativa e lo detenga per almeno 3 anni, la deduzione fiscale passa dal 30% al 50%.

Tutto ciò deve essere attuato entro 120 giorni con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico.

Si tratta complessivamente di un bel risultato per l’ecosistema startup/innovazione italiano, che arriva pochi giorni dopo l’approvazione da parte dell’Unione Europea del provvedimento che consente le detrazioni (per le persone fisiche) e deduzioni fiscali (per le società), per investimenti nel capitale delle PMI innovative, al 30%. Entro 60 giorni è atteso il regolamento attuativo da parte del MEF, di concerto col MISE.

L’Associazione, nell’accogliere con grande favore sia i provvedimenti inseriti nella Legge di Bilancio 2019 che il recente ok a procedere da parte della Commissione Europea per le agevolazioni in chi investe in PMI innovative, conferma il suo ruolo di supporto al Governo rispetto all’attuazione di quanto sopra, vigilando attentamente perché le norme attuative siano coerenti con la ratio normativa impostata, con l’obiettivo – se possibile già nel 2019 – di puntare al traguardo di 1 miliardo di € in investimenti in startup e PMI innovative, assolutamente alla portata del nostro Paese.

Ecco quindi ribaditi i tre punti chiave per favorire la crescita dell’ecosistema italiano: iniezione robusta di fondi pubblici e privati e ulteriori agevolazioni per i prestiti bancari; consolidamento degli sgravi fiscali per Angels e investitori privati che investono in startup e PMI innovative; agevolazioni importanti per le imprese che acquistano Startup/PMI innovative e investono in talenti.

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